Molise Acque

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Comunicato stampa del 30/12/10

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Molise Acque si stringe intorno al Presidente

Il Consiglio di Amministrazione della Molise Acque, composto dai Consiglieri Angela Crolla, Roberto Di Pardo e Massimo Marchitelli, esprime tutta la propria solidarietà al Presidente ingiustamente attaccato da certa classe politica per la gestione della “emergenza idrica” nel Basso Molise nei giorni scorsi. Successivamnete alla divulgazione della notizia, affermano i Consiglieri, l’Avv. Sabatini ha immediatamente contattato i tecnici della Molise Acque chiedendo loro ogni informazione in merito a quanto accaduto e, con la stessa celerità ha reso delle dichiarazioni sull’accaduto allo scopo di informare e non allarmare la popolazione spiegando con un linguaggio semplice e chiaro le cause dell’inquinamento.“Confermiamo – continuano i Consiglieri- la nostra totale fiducia e stima personale e professionale al Presidente Sabatini il quale quotidianamente svolge il non semplice lavoro di mediatore e di garante sia all’interno dell’Azienda sia con le istituzione e con i cittadini.” Il C.d.A, riunito nella giornata di ieri, ha preso atto delle dichiarazioni del Direttore Generale, responsabile della gestione, circa il rispetto delle norme di legge e dei rigidissimi protocolli che Molise Acque rispetta da circa 30 anni nella gestione del potabilizzatore. Il Direttore Generale ha esposto che le cause sono da ricercarsi in fenomeni naturali da riconnettersi alla enorme proliferazione organica all’interno delle acque del Liscione , dovuta sia alla moria di carpe, determinata da un virus che ha colpito solo tali animali, sia ad una eccezionale ed imprevedibile apporto di altre sostanze organiche, concomitante con una ondata di piena del fiume Biferno che ha fatto salire il livello del lago di 10 metri in pochi giorni. Tale piena, ha spiegato il Direttore Generale, ha costituito un fenomeno diverso anche dall’alluvione del 2003 poiché mentre durante l’alluvione il lago era già pieno, invece nelle scorse settimane l’aumento del livello è partito da una quota molto bassa. Il C.d.A ha preso atto delle spigazioni della Direzione Generale ed ha deliberato di instaurare un rapporto di collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità con lo scopo di approfondire ancora lo studio sul fenomeno.